1. Una grande comunità scientifica fondata su valori condivisi quali capacità innovativa, qualità, merito e responsabilità morale

L’alta formazione, attraverso il suo stretto legame con la ricerca scientifica in tutti i campi del sapere, è lo strumento fondamentale nella società moderna per preparare la popolazione ai rapidi cambiamenti sociali, economici e tecnologici. Per questo, l’università contemporanea deve farsi carico di diritti collettivi, contemperando merito e bisogno, efficienza e solidarietà.

È quindi necessario un pensiero “organizzato”, organico e completo sul nostro Ateneo, che guardi alla Statale in quanto “sistema” e dia vita ad azioni per potenziarla come comunità scientifica fondata su principi condivisi quali spinta innovativa, qualità dei processi e dei risultati, responsabilità morale e merito.

Una comunità che investe su tutti, per continuare a sviluppare le eccellenze della ricerca e della didattica e per fare crescere le aree meno forti. Una comunità che favorisca il confronto interno per rafforzarsi, che non viva la “concorrenza” interna come uno scontro tra nemici ma come un confronto per accrescere le proprie potenzialità.

Una comunità unita nell’impegno collettivo e nel legittimo orgoglio di un Ateneo animato da un senso elevato della propria missione innanzitutto rispetto agli studenti e alla società civile nel suo complesso.

Una comunità partecipata attraverso un’assunzione profonda di responsabilità, sulla base di una piattaforma chiara di obiettivi di medio-lungo periodo individuati concordemente.

La nostra missione strategica di soggetto pubblico – che alimenta un’idea di scienza e di cultura come fondamentali motori di conoscenza e di crescita, personale e civile, dell’individuo, della collettività e del territorio – deve trovare quindi il tratto condiviso proprio nella continua promozione del cambiamento e del rinnovamento in tutti i settori della propria attività.

Dobbiamo quindi operare con lo sguardo rivolto al futuro, dobbiamo agire con serietà, impegno e competenza, senza timore di osare ma con il coraggio di sperare. Con la consapevolezza che il nostro lavoro oggi, attraverso gli insegnamenti che impartiamo, attraverso le scoperte delle nostre ricerche, attraverso la presenza nel territorio e nella società, crei le condizioni di vita di altri domani. Dobbiamo lavorare con ambizione, ma con un fortissimo senso di responsabilità. Con la consapevolezza dei propri limiti, ma anche e soprattutto con quella delle proprie capacità.

La comunità che vogliamo costruire è quindi anche una comunità che sappia proiettarsi oltre le differenze generazionali, ma anche quelle disciplinari, di genere, religiose, di censo, di abilità, di provenienza. Che progetti meccanismi di interazione e interattività, che passino anche attraverso la centralità degli spazi comuni, sia virtuali che fisici (come nel modello Campus verso il quale ci stiamo orientando: vedi 6. Il nuovo Campus).

Se sapremo concretizzare la nostra capacità di guidare la trasformazione e di orientare il futuro nell’ambito delle nostre competenze, allora il nostro Ateneo potrà acquisire la giusta visibilità e identità accademica per proporsi come esempio e leader nel panorama universitario nazionale e internazionale.