10. Per riconoscere l'impegno e il merito dei docenti: la costruzione del portfolio delle attività

Il raggiungimento degli obiettivi, l’applicazione dei principi e l’attuazione dei progetti, che si sono proposti fino ad ora e in cui si declina l’attività dell’Ateneo (dalla ricerca alla didattica, alla Terza missione), devono essere realizzati attraverso un deciso richiamo all’assunzione di responsabilità da parte di tutti i docenti.

Il senso elevato della nostra missione e dei nostri doveri deve rappresentare la spinta essenziale per ogni nostra azione ideativa e realizzativa, ma al contempo va costruito un sistema chiaro ed efficace che consenta di riconoscere il coinvolgimento, l’impegno e il merito del corpo docente nelle molteplici e svariate funzioni diventate ora necessarie per la gestione e lo sviluppo strategico della Statale.

A tale fine, è fondamentale creare un portfolio complessivo di indicatori che consenta non solo di registrare e valorizzare gli ambiti più tradizionali d’attività, ma anche di estendere il riconoscimento dell’impegno dei docenti ad un’articolata serie di attività di gestione e di potenziamento sempre più numerose e onerose, delle quali appare essenziale tenere conto.

Questo portfolio deve rilevare e pesare, oltre i parametri relativi alla ricerca, tutte le forme di erogazione, gestione e servizio della didattica e in particolare:

  • l’attività di insegnamento, considerando anche i corsi in lingua straniera, il numero di esami e la valutazione degli studenti, il tutto normalizzato sul valore medio del corso di studi;
  • l’attività di supervisione e di mentoring, prendendo in considerazione il numero degli elaborati finali e delle tesi pesato sul valore medio del cds, le tesi di dottorato e gli assegni di ricerca;
  • l’attività di servizio agli studenti, intesa come orientamento, verifica di competenze in ingresso, tutorati di recupero e di tirocinio, ecc.;
  • l’attività al servizio della comunità universitaria, comprendendo il coordinamento dei comitati di direzione, di cds, di dottorati, scuole di specializzazione, le attività formative rivolte ai futuri insegnanti, la partecipazione agli organismi del sistema AVA, e la promozione di nuovi cds o di iniziative post-laurea.

Il portfolio deve inoltre tenere conto delle collaborazioni nazionali o internazionali), e della Terza missione (ad esempio, le iniziative di diffusione e di coinvolgimento culturale, e di valorizzazione del trasferimento tecnologico).

Questo catalogo va poi completato con l’inserimento delle altre cariche gestionali dell’Ateneo (dai direttori di dipartimento ai vari delegati, dai componenti del Senato e del Cda ai presidenti delle diverse commissioni e comitati), così come gli indicatori dell’impegno dei docenti devono essere armonizzati con le eventuali deroghe e indennità vigenti per alcune funzioni.

Un simile portfolio delle attività dei docenti e gli indicatori da esso ricavabili costituiranno quindi una base esaustiva e appropriata per distribuire eventuali premialità, fondi e incentivazioni ai professori e ricercatori, così come un elemento per valutare le progressioni di carriera.

Da un lato, questo sistema renderà possibile al nostro Ateneo valorizzare linee d’attività e iniziative imprescindibili (anche secondo i nuovi parametri di accreditamento) per un Ateneo d’eccellenza e aperto al cambiamento, evitando anche l’inefficiente “spiazzamento” tra le diverse missioni.

Dall’altro, i docenti e in particolare le nuove generazioni, potranno svolgere la loro attività a trecentosessanta gradi sulla base di principi inclusivi e trasparenti, sentendosi pienamente accettati e riconosciuti come parte dinamica della Comunità della Statale.