8. "Per" e "con" gli studenti: inclusione, servizi e appartenenza

Gli studenti, quali soggetti partecipativi del processo educativo, devono essere uno dei cardini fondamentali dell’azione del nostro Ateneo. La formazione del loro sapere e delle loro competenze, insieme alla loro crescita personale e civile, è il senso più profondo della nostra missione.

Dobbiamo quindi allargare il più possibile l’accesso alla nostra università, confrontandoci con la sostenibilità dell’utenza studentesca ed estendendo le politiche di inclusione sociale a favore degli studenti meno avvantaggiati. Il diritto allo studio va reso quindi sempre più “reale”, aumentando i beneficiari delle diverse tipologie di borse di studio, abbassando le tasse universitarie (riproporzionandole al limite del 20% dell’FFO fissato per legge, grazie a riduzioni mirate a favore dei redditi più bassi), promuovendo formule di esonero totale o parziale, valorizzando ulteriormente il merito, e riconoscendo maggiormente gli studenti lavoratori. In questo ambito, vanno collocate anche le adeguate agevolazioni finanziarie per gli studenti con disabilità (il cui numero è in continua crescita nel nostro Ateneo), o per quelli sottoposti a misure detentive.

I bisogni dei nostri studenti devono essere al centro di una progettualità e di una serie di interventi volti a fornire servizi di qualità che agevolino e accompagnino funzionalmente il loro percorso formativo e la loro partecipazione alla vita universitaria.

Molto è stato realizzato proprio in questi anni, dall’apertura serale e nei festivi di alcune biblioteche, per venire incontro in particolare alle esigenze degli studenti-lavoratori (aperture da aumentare, rendendole nel contempo più efficienti), all’istituzione, nel 2013, di una figura importante e del tutto nuova per UNIMI, quella del Garante degli studenti, che da allora costituisce il punto di riferimento per il rispetto delle norme concernenti gli studenti relative alla didattica e ai servizi. Figura istituzionale questa la cui esistenza e il cui ruolo debbono essere resi più noti, al pari di altri preziosi servizi per gli studenti consolidatisi e molto apprezzati negli ultimi anni, come in particolare i servizi di assistenza psicologica e di supporto allo studio (gestiti dal COSP), che sono da rafforzare aumentandone le aperture e attivandoli anche nelle sedi di Festa del Perdono e di Città Studi.

Come è noto, in questi ultimi anni, la percentuale di studenti iscritti alla Statale proveniente da fuori regione sta progressivamente aumentando, così come il numero di quelli provenienti dall’estero (sia per periodi brevi, come per l’Erasmus, che per interi cicli, così come per i dottorati) rendendo il tema degli alloggi sempre più decisivo ed urgente. Dopo l’affidamento diretto alle università, da parte di Regione Lombardia, delle competenze in tema di residenze universitarie, è diventato necessario per la Statale sia reperire, sul breve periodo, nuove soluzioni ricettive, sia avviare un piano pluriennale per acquisire nuovi spazi destinati alle residenze di studenti (ma anche di professori e ricercatori stranieri), dialogando con le istituzioni e con il territorio (Comune, Regione, associazioni pubbliche e private). Anche la mobilità dei nostri studenti va ulteriormente sostenuta sia chiedendo l’estensione del limite di età oggi in vigore dall’ATM per ottenere l’abbonamento, fino ad includere tra i beneficiari studenti post-laurea e giovani ricercatori (dottorandi, borsisti, assegnisti,…), sia avviando un’ulteriore azione della Statale a favore dell’’ampliamento della mobilità sostenibile, ad esempio, valutando la possibilità di un contributo di Ateneo per i servizi di condivisione della bicicletta (bike sharing) e altre forme di trasporto “verde”, così come per l’abbonamento tradizionale.

Per trasformare le diverse articolazioni decentrate del nostro Ateneo in poli funzionali e aggregativi sul modello Campus (adottato nelle più accreditate realtà internazionali), è imprescindibile attivare e incrementare nelle sedi attuali (Festa del Perdono, Via Conservatorio, Città Studi, Via Noto, …) una serie di servizi, come mense, spazi dove consumare i pasti, spazi dedicati allo studio, alla socializzazione, all’aggregazione e alle associazioni ma anche aule di riflessione per garantire la libertà di espressione religiosa. Tipologia realizzativa già applicata nel campus di Lodi, in corso di completamento, e prevista in quello del sito Expo 2015, in via di progettazione.

Gli spazi per gli studenti (di studio e di aggregazione, da assegnare pure alle associazioni studentesche) sono resi sempre più necessari anche in considerazione delle crescenti difficoltà di socializzazione di una generazione che fa molta fatica a instaurare relazioni reali, e servono a rafforzare il senso di appartenenza (oltre ad essere, in molti casi, funzionali al superamento degli ostacoli che parte degli studenti incontra nella prima parte del proprio percorso universitario). A questo proposito va migliorato, soprattutto per accrescerne la visibilità e l’efficacia, il sistema di assegnazione dei finanziamenti per attività sociali, culturali e sportive alle associazioni dei nostri studenti, aprendo un tavolo di lavoro in cui coinvolgere i loro rappresentanti.

Allo stesso modo, la promozione dell’attività e dei servizi sportivi (gestiti dalla nostra Scuola di scienze motorie e dal CUS) è importantissima non solo per la crescita e il benessere complessivo dei nostri studenti, che devono trovare un non sempre facile equilibrio nell’affrontare il percorso di studi, ma anche per lo sviluppo delle loro life skills personali (team building, socialità, …). Nel suo complesso l’educazione alla cultura sportiva, così come al benessere e salute, produce una competenza generalista che ha riflessi molto importanti sugli stili e sulla qualità di vita degli studenti di oggi e degli adulti di domani e deve essere quindi potenziata in maniera significativa dal nostro Ateneo, sia tramite iniziative specifiche che vadano ad arricchire la nostra offerta trasversale, sia attraverso un servizio di screening e di formazione alle buone pratiche.

Anche i servizi di comunicazione interna tra studenti e Ateneo e i servizi di segreteria devono essere ridisegnati sui bisogni degli studenti e sulle nuove tecnologie e non sulla base dell’articolazione degli uffici. La comunicazione reciproca a scopi amministrativi deve oramai affidarsi ai canali dei social networks e delle nuove ICT. Va realizzata un’app per smartphone (ad esempio sul modello iCatt Mobile) che permetta allo studente di avere una comunicazione costante, in tempo reale e non frammentata, con le segreterie e con i docenti: così da poter reperire orari, programmi dei corsi, scaricare slides, seguire webinar, vedere la propria pagina con il piano degli studi, gli esami sostenuti, le scadenze amministrative varie, il calendario degli appelli e anche i servizi erogati dal COSP (dall’assistenza psicologica al supporto allo studio, dall’offerta degli stage all’orientamento al lavoro). La stessa applicazione consentirà inoltre agli studenti di essere sempre avvisati sulle varie iniziative che hanno luogo in Ateneo.

Si deve creare uno sportello unico della segreteria studenti, che sia in grado di prendere in carico qualsiasi istanza e che sia poi in grado di evaderla, indirizzandola nei diversi settori (internazionalizzazione, esoneri, alloggi, questioni didattiche, DSA, ecc.), ribaltando la logica che ora vede lo studente rimbalzare tra un ufficio e l’altro alla ricerca dell’interlocutore corretto.

Da parte loro, gli studenti, con il loro entusiasmo per la conoscenza e la loro passione civile, devono farsi parte responsabile e attiva nei molti processi in cui sono coinvolti all’interno dell’Ateneo. Dalla rilevazione delle loro opinioni sugli insegnamenti al ruolo nelle Commissioni paritetiche e nei processi di assicurazione di qualità della didattica, la loro partecipazione deve essere sempre più continua e motivata, come importante elemento di miglioramento delle pratiche attuali.

Il loro contributo è fondamentale anche nei contatti e nell’ingresso nel mondo del lavoro, così come è strategico quello di nostri laureati – gli alumni della Statale già organizzati in AmiSta – il cui ruolo va però incrementato sia per veicolare e rafforzare il senso di appartenenza al nostro Ateneo, sia per ampliare una straordinaria rete di relazioni (basata sull’enorme patrimonio di esperienza umana e professionale costituito dagli ex studenti) funzionale allo sviluppo di nuove proposte e iniziative in tutti settori della nostra Università.

Il dialogo con le associazioni studentesche e le loro iniziative deve essere sempre più ispirato alla costruzione di un senso di appartenenza all’Ateneo, basato sulla condivisione e sulla disseminazione di valori quali collaborazione, confronto, apertura intellettuale, rispetto reciproco, qualità morale e responsabilità sociale.

Lo stesso Rettore deve farsi parte dinamica di questo processo favorendo il confronto e l’incontro con i suoi studenti, creando occasioni di dialogo e di coinvolgimento (ad esempio istituendo un ciclo di appuntamenti periodici Il Rettore con gli studenti), nonché di conoscenza di personalità di riferimento su temi diversi e d’interesse per la comunità studentesca.

Lungo la stessa direzione e sfruttando la ricchezza culturale, la fertilizzazione incrociata e la varietà degli approcci presenti nel nostro Ateneo, si deve anche dare vita ad una serie di incontri con gli studenti allo scopo di educarli all’esplorazione della complessità, favorendo al contempo il loro legame con una comunità scientifica e culturale come quella della Statale, plurale, aperta e dialogante alla frontiera della conoscenza.