5. I Dipartimenti come protagonisti di una ricerca sempre più competitiva a livello nazionale e internazionale e sempre più di impatto sociale

Il nostro Ateneo è uno dei più affermati nella ricerca scientifica a livello nazionale e molti dei nostri docenti godono nei loro settori di un’assoluta reputazione internazionale. Diverse sono poi le aree al vertice delle discipline nazionali e in alcuni casi anche nel contesto mondiale. Ma questo non basta. Al netto delle considerazioni che si potrebbero fare circa il sistema di valutazione adottato, la percentuale dei nostri Dipartimenti che hanno ottenuto il finanziamento come Dipartimenti d’eccellenza è inferiore sia rispetto a quella di altri atenei dimensionalmente simili, sia rispetto alle altre università lombarde. Un grande Ateneo come la Statale deve avere l’ambizione di essere anche un “grande” Ateneo sotto il profilo della ricerca.

Obiettivo centrale è allora rendere la Statale un Ateneo di eccellenza per la ricerca, cioè innalzare la qualità complessiva della ricerca nella nostra Università ai massimi livelli nazionali ed internazionali, valorizzando la differenziazione e la numerosità delle competenze scientifiche presenti, oltre alla multidisciplinarietà e all’ampiezza delle reti di collaborazione. Questo proposito non va a detrimento della giusta considerazione da riservare alla formazione, anche in termini di assegnazione delle risorse (vedi Ridare centralità alla didattica). Al contrario i due intenti si integrano sinergicamente sia perché il miglioramento dello standing reputazionale misurato sui risultati della ricerca ha riflessi positivi sull’attrattività dell’Ateneo verso gli studenti di nazionali ed internazionali, sia perché una ricerca di alta qualità, intesa come incessante ripensamento critico, arricchisce e migliora la qualità della didattica.

Al tempo stesso è fondamentale incrementare l’impatto sociale della nostra ricerca scientifica migliorando il processo di comunicazione e di interscambio con le parti sociali, le istituzioni e gli enti finanziatori, così come con il mondo delle imprese pubbliche e private (vedi anche 9. Terza missione).

I Dipartimenti costituiscono la struttura funzionale per raggiungere questi scopi, concentrando sinergie e programmazione della ricerca e devono pertanto essere i protagonisti del processo di crescita qualitativa della Statale, attraverso una serie di azioni: declinare in un  proprio piano gli obiettivi strategici di quello d’Ateneo, attuare i processi di assicurazione della qualità della ricerca e promuovere progetti integrati anche a livello interdipartimentale. Alla definizione degli obiettivi strategici d’Ateneo tutti i dipartimenti devono contribuire congiuntamente sulla base di una sede di confronto specifico oppure ottimizzando gli incontri periodici dei direttori con Rettore, Direzione Generale e Pro-rettori.

Da un lato, quindi, vanno stimolati e premiati i comportamenti virtuosi dei Dipartimenti nel reclutamento, fornendo un supporto per la valutazione (coerente con le specificità delle aree disciplinari), ma lasciando una maggiore libertà di definizione delle strategie di sviluppo e rendendo queste strutture sempre più responsabili delle proprie scelte, in termini di indirizzi di ricerca e di acquisizione di risorse-docenti. Una premialità (in termini di finanziamenti e di reclutamento) razionale e trasparente avrà l’effetto di produrre incrementi di performance di ricerca con ricadute positive su tutti i membri del Dipartimento.

La Statale sarà pienamente riconosciuta come un Ateneo di eccellenza solo se farà crescere in modo armonico tutte le aree presenti al suo interno, come è essenziale che accada. Laddove oggi si riscontrano debolezze e criticità nella qualità della ricerca, il recupero e la crescita non potranno essere perseguite attraverso la logica delle compensazioni o delle perequazioni, ma solo attraverso piani strategici di rafforzamento, mirati e credibili, che prevedano il monitoraggio e l’analisi degli esiti. Risorse straordinarie potranno essere assegnate alle strutture dipartimentali che sfrutteranno al meglio le prime risorse ottenute (per esempio attraverso il reclutamento di figure di profilo elevato), coniugando la crescita qualitativa e quantitativa del dipartimento anche con le legittime aspettative di promozione dei docenti interni.

Dall’altro lato, è necessario consolidare e rendere ancor più efficace ed efficiente la struttura organizzativa di sostegno alla ricerca sia per facilitare l’acquisizione di fondi esterni (da bandi nazionali e internazionali, da attività conto-terzi), sia per migliorare l’acquisizione, la gestione e la manutenzione delle infrastrutture.

Innanzitutto occorrerà quindi potenziare i servizi centralizzati e le attività di supporto specialistico (Officina Horizon 2020, attività di training per bandi Fir, Erc, Sir), prevedendo anche la creazione di Sportelli Ricerca distaccati nei diversi poli (Città Studi, in futuro il nuovo Campus nell’area Expo, ecc.), in modo da rendere più fluida e semplice per tutti i docenti la partecipazione ai bandi e il reperimento delle informazioni. Mentre per quanto riguarda le attività in conto terzi (che costituiscono un ritorno finanziario importante anche per il PTA) sarà fondamentale mettere in atto politiche e azioni volte a razionalizzare e semplificare le procedure per concretizzare contratti di collaborazione con enti e aziende, senza che ciò riduca le necessarie garanzie per la corretta amministrazione. Allo stesso modo occorrerà implementare il modello gestionale delle grandi piattaforme tecnologiche (Unitech) sostenendone l’investimento iniziale e supportandone l’esercizio.

Insieme ad una politica di reclutamento e di progressioni di carriera che sia trasparente, che premi la qualità e che attragga e valorizzi i giovani di talento, insieme ad un efficace consolidamento dei servizi di supporto, e insieme ad un intervento sulle infrastrutture che renda i processi di ricerca sempre più efficienti, è indispensabile poi rilanciare e aggiornare i finanziamenti previsti dal piano di sostegno alla ricerca, che costituisce un fattore chiave per raggiungere l’obiettivo di portare la Statale ad essere un Ateneo di eccellenza nella ricerca.

In particolare è necessario:

  • Garantire un adeguato sostegno alla ricerca degli RTD, che con più difficoltà riescono a presentare richieste ad agenzie di finanziamento nazionali e/o internazionali;
  • Mantenere e potenziare gli strumenti già sperimentati in questi anni per garantire un minimo sostegno generalizzato alla ricerca e, in particolare, un livello di finanziamento di base accettabile per i gruppi di ricerca che hanno le maggiori difficoltà nel reperimento di finanziamenti, con lo scopo preciso di stimolare la partecipazione a futuri progetti di ricerca e di incentivare collaborazioni internazionali;
  • Prevedere finanziamenti specifici per la crescita delle aree più deboli, con l’obiettivo di raggiungere il livello qualitativo dei principali benchmark nazionali ed internazionali. Questo potrebbe realizzarsi, per esempio, attraverso finanziamenti deputati specificatamente ad avviare collaborazioni interne ed esterne e facilitare così il confronto con i gruppi più avanzati nei vari settori, oppure attraverso un sostegno per la pubblicazione dei risultati della ricerca su riviste di fascia alta o conformemente alla politica d’Ateneo e della Leru sull’Open Access;
  • Rafforzare i laboratori scientifici attraverso il sostegno economico per l’acquisto (attraverso i Dipartimenti) di apparecchiature di rilevanza media.

Da ultimo, lo sviluppo della ricerca dell’Ateneo non può non farsi carico di un’attenta e incisiva politica di formazione alla ricerca e di reclutamento. Per questo è necessario agire lungo diverse direzioni.

  • Rafforzare i corsi di dottorato, attraverso interventi per:
    • Migliorare la gestione amministrativa del dottorato, facendo convergere tutte le funzioni organizzative (tranne la parte economica dei pagamenti stipendi) in un solo ufficio e con una formazione del personale di supporto adeguata a garantirne una efficace internazionalizzazione;
    • Realizzare una governance del dottorato in cui siano parte attiva i coordinatori dei corsi di dottorato (attraverso il Comitato dei coordinatori o altre forme);
    • Garantire la massima trasparenza nella valutazione dei corsi di dottorato e nell’assegnazione delle borse, utilizzando come indicatori anche la carriera successiva dei dottori di ricerca e un set di parametri interni stabiliti in modo condiviso e specifico per le diverse aree;
    • Potenziarne il placement e istituire l’albo degli alumni del dottorato.
  • Finanziare assegni di ricerca con bandi regolari, a scadenza semestrale, attuando nel contempo una semplificazione delle procedure di selezione, che non vada a discapito della qualità del reclutamento e renda maggiormente responsabili i Dipartimenti nella selezione dei giovani talenti. È quindi necessario il monitoraggio dell’attività e della qualità dei giovani reclutati: si può così innescare un circolo virtuoso facendo dell’efficace e meritocratico utilizzo delle risorse uno dei parametri per l’attribuzione degli assegni.